Technische Universität München

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In genere, i beta-agonisti imitano gli effetti delle catecolamine sul sistema immunitario. È noto che alte concentrazioni o dosi farmacologiche di catecolamine inibiscono le funzioni immunitarie, specialmente l'azione dei linfociti, di cui riducono la risposta proliferativa contro gli antigeni attraverso i beta-adrenorecettori, aumentando così la suscettibilità alle infezioni. Ciò risulta particolarmente importante in situazioni di stress indotto da sforzo fisico.
Esistono anche prove del fatto che i beta-2 agonisti inibiscono la produzione di IL-12 sia da parte dei monociti umani in risposta al lipopolisaccaride (LPS) che da parte delle cellule dendritiche stimolate tramite CD40.
È stato segnalato che l'attivazione del recettore beta-2 adrenergico presente sui macrofagi possiede proprietà antinfiammatorie, inibendo l'attivazione del fattore nucleare kappaB e la produzione di citokine indotta da stimoli proinfiammatori. I beta-agonisti modulano anche le funzioni delle cellule T attraverso un'azione diretta sulle cellule di tipo 1 e 2. L'aggiunta di salmeterolo al fluticasone riduce i livelli sierici di IL-5 indotta da allergeni e il numero di eosinofili ematici periferici.
La stimolazione di agonisti dei recettori beta-2 adrenergici potrebbe essere utile nel trattamento delle infezioni, grazie all'inibizione di IL-18 indotta da LPS. Sebbene non esistano finora ricerche sugli effetti collaterali biomedici dei beta-agonisti sul sistema immunitario durante le attività sportive, l'equilibrio antinfiammatorio determinato dai beta-2 agonisti e l'immunosoppressione della risposta proliferativa dei linfociti può aumentare la progressione delle infezioni, soprattutto in situazioni di stress, come alcuni tipi di sforzo fisico.
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